Per un voto baol

È allora che sono andato a riprendere i suoi libri.

Credo che il primo che lessi fu proprio Baol. Aveva l’aria di quei Feltrinelli scritti al momento giusto, libri che raccontavano il tuo tempo, anzi, anche i dieci o venti anni successivi.

Come tuttt i veri scrittori, Benni vedeva un po’ più avanti. Non nel modo lucido e drammatico di altri ma nel suo modo scanzonato e sornione.

Così Bed è un mago baol, Ha frequentato la scuola Baolian quasi dieci anni prima che si sentisse parlare di Hogwarts. Ha una missione, in un paese dominato dal Grande Gerarca: ritrovare un filmato censurato del comico Grapatax, finito sul libro nero del regime. Grapatax che potrebbe decidere di tornare in scena e dirgliene quattro a tutti…

Grapatax che era Beppe Grillo, amico e collaboratore di Benni, e il Grande Gerarca era un’anticipazione di Berlusconi.  E alla fine del romanzo, il ritorno di Grapatax è già l’inizio di un mvovimento politico. C’è un gruppo intorno a lui.

Ma il mago baol, qui, non lo segue. Perché, come gli viene detto, “tu sei un’idea, baol. E nessuna idea può mantenersi pura. Saresti svanito, come una bolla di sapone, ai primi compromessi”.
No,  il mago Bed non segue il comico che diventa tribuno. E neanche Benni, lo ha detto in più interviste: rispetto per Grillo ma non abbiamo le stesse idee. Meno male.

Un givanissimo Enrico Brizzi un giorno riconobbe Benni in bicicletta, a Bologna, lo inseguì e lo fermò solo per dirgli: tu, secondo me, sei il più grande scrittore italiano vivente. E Benni gli rispose, strascicando la cadenza romagnola, ma guarda che devi avermi scambiato per Aldo Busi.

Altri tempi. Il secondo libro è stato La compagnia dei Celestini. Acquistato deliberatamente durante la depressione per essere stato mollato da una ragazza austriaca. Nel giro di un giorno e mezzo, tempo di lettura del libro, ero tornato la persona più allegra del mondo. Romanzo fantasmagorico in cui bambini da tutto il mondo convergono a Gladonia per il campionato di pallastrada….

Vabbè, lo avete letto tutti, lo so! E allora ricorderete che la parabola dell’Egoarca, ormai definitivamente e senza dubbio Berlusconi, anche se era solo il 1992, termina in una immensa nevicata. Una nevicata che ricopre tutto il paese di Gladonia, fino alla cima dei palazzi, compresa la reggia dell’Egoarca.  Chi rimetterà la testa fuori lo farà in una terra purificata da un’immensa distesa bianca.

E allora, sentendo le previsioni per questo fine settimana, di neve e gelo ovunque, mi sono detto, bisognerà pure che si vada a votare, anzi mi sono anche immaginato qualche anziano di qualche paesino del centro che sfida la neve per raggiungere il seggio.

E ho ripensato ai suoi libri e mi è tornato anche un po’ di ottimismo, come quando la Compagnia dei Celestini mi fece dimenticare un amore in poche ore.

Votate. Votate e ricordate: Il vero baol non si annoia mai, tutt’al più si addormenta.

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