Paura

Camminavo a Tunisi con l’operatore, un fotografo del posto. Ne era venuto uno diverso, quel giorno, e non mi ci trovavo bene. Mi sembrava che filmasse poco, in modo svogliato e senza un’idea su come risolvere una scena. Insomma, mi domandavo “chi me l’ha mandato, questo…”
Forse era che quel giorno non funzionava nulla. O forse era lui.
Poco male, mi dicevo e continuavo a camminare scontento.

C’eri già stato in Tunisia? Mi ha chiesto.
Si ma solo a Ras Jedir, al confine con la Libia, quando c’era la guerra.

Poi, visto che non diceva nulla, ho aggiunto: ho mangiato un sacco di fegato d’agnello lì. C’era quasi solo quello da mangiare.
Strano ma di 21 giorni sull’orlo di una guerra ciò che ricordavo di più era il fegato d’agnello.

All’inizio degli scontri in Libia – mi ha risposto – molte mandrie sono state abbandonate, si sono perse e hanno superato il confine. Quindi c’erano un sacco di agnelli da macellare. È per questo che ne hai mangiato così tanto.
Eri anche tu a Ras Jedir?
No, io ero dentro, in Libia. Prima ero stato in Ciad. Facevo parte di una troupe della Bbc, per un documentario sui mercenari.
Una troupe della Bbc! Una troupe della Bbc è stata arrestata dai miliziani di Gheddafi, in quel periodo, in Libia.
No, noi non eravamo quelli, ha sorriso.
Ho sentito raccontare che li hanno torturati in una strana maniera. Gli hanno detto che li avrebbero giustiziati. Li hanno portati in un cortile, li hanno messi contro un muro e gli hanno sparato. Senza colpirli. E così anche il giorno dopo, ma mirando molto più vicino. E il giorno dopo ancora. Da perderci la ragione.
Ho sentito anche io questa storia.
Ma è vera? Non sono mai riuscito a saperlo con certezza.
Ha fatto un gesto, come a dire che non aveva grande importanza.
E quando hai sentito la storia per la prima volta…
Ero ancora in Ciad. Ma poi siamo entrati in Libia.
Gli ho chiesto della paura. Ho ripensato alla mia paura di allora. Quando temevo che, da un istante all’altro, si sarebbe aperto un varco alla frontiera e noi giornalisti ci saremmo trovati a poter e dover passare dall’altra parte, dove si consumava il macello.
Guarda – mi ha risposto – è così: finché sei vivo non hai nulla di cui preoccuparti. Se sei morto, vuol dire che hanno dato dei soldi alla tua famiglia e tu non ci sei più. E anche in quel caso non hai nulla di cui preoccuparti.
Ho pensato che qualche filosofo doveva avere detto qualcosa di molto simile. E poi ho pensato a quella troupe della Bbc e alla zona grigia in cui, forse, aveva vissuto per alcuni giorni.

La sera ho guardato le immagini girate.
Avevo ragione, non erano nulla di speciale. Le aveva filmate senza attenzione né fantasia.
Ma adesso mi sembrava che, in qualche modo, fosse giusto così.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: