La maledizione della cattiva luna

Sette condannati a 19 anni. Uno a 16. Il Pubblico ministero Francesco Scavo mi ha anticipato al telefono la sentenza, che presto sarà pubblica, inflitta dalla Corte di Assise di Roma al primo gruppo di Somali sotto processo, nel nostro paese, per il reato di pirateria: atti di depredazione con l’aggravante della finalità di terrorismo, per essere precisi.

Gli otto erano stati catturati, insieme ad altri, a bordo della nave italiana Montecristo, durante un blitz delle forze speciali britanniche, avvenuto poco dopo il sequestro.  Colti in flagrante, si potrebbe dire. Non è facile né comune, per un pescatore somalo, trovarsi a bordo di una nave da carico, sequestrata poco prima, nel bel mezzo dell’oceano indiano.

Io quei ragazzi, tra i 18 e i 20 anni di età, li ho intervistati nel carcere di Benevento, mentre preparavo uno speciale sulla pirateria. Mi hanno raccontato tutti una storia che sapeva di preconfezionato, di imparato a memoria: sarebbero stati loro le prime vittime dei pirati. Erano fuori per una battuta di pesca ma sono stati catturati e poi trasportati di peso sulla Montecristo. Quando le forze d’assalto britanniche si sono avvicinate, i pirati veri sono scappati lasciando loro lì, e mettendogli, per giunta, i propri abiti indosso. Non ho mai capito questo particolare, a cui sembravano tenere molto. Forse, in Somalia, ci sono davvero vestiti da pirata.

Ecco, grossomodo, il racconto che ho raccolto. Ma mi hanno anche detto parecchie cose indubbiamente vere: di essere nati pescatori di aragoste e di squali; figli di allevatori di capre andati in rovina a causa delle carestie; di aver lasciato, lungo le coste somale, famiglie numerose e bisognose d’aiuto. Uno di loro mi ha chiesto se secondo lui in Italia avrebbe potuto trovare un lavoro, per mandare i soldi alla madre.
Madre che probabbilmente, oggi, non ha proprio idea di dove sia finito quel suo figlio pescatore o pirata.

19 anni è una condanna pesante. Forse giusta per chi si preparava a tenere in ostaggio per mesi marinai inermi, in condizioni pietose. Forse eccessiva per dei ragazzetti senza futuro, arruolati e mandati allo sbaraglio, che ben poco avrebbero avuto dei riscatti milionari frutto del sequestro.

Ma non è questo che mi preme adesso. E’ un’altra cosa. Di questa condanna, sono certo, troverete molto poco in giro sulla stampa e televisione italiane. In generale, nel nostro paese, pochi sanno che ci sono dei pirati e presunti pirati somali sotto processo; che vivono nelle nostre galere. Una storia rimossa come tutte quelle che vengono dalla Somalia. Nostra ex colonia e più di recente meta di una fallimentare missione dell’Onu.
Terra alla fine abbandonata all’infuriare della guerra civile.

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3 thoughts on “La maledizione della cattiva luna

  1. Enrico ha detto:

    Intanto complimenti per lo scoop. Condivido soprattutto lo stupore per il quasi totale disinteresse che riguardano sia la sicurezza di italiani di oggi sia ex “italiani d’oltremare”..
    Una sola domanda: ma è certo che siano stati condannati per il reato di pirateria (di cui art. 1335 codice navigazione)? Perchè da certi scarni reportages sul web sembrerebbe che la condanna abbia riguardato solo un sequestro a scopo estorsivo..
    grazie in anticipo da un curioso giurista
    E.

    • filippogolia ha detto:

      No. Ha ragione lei. Dopo la conversazione telefonica, in cui avevo saputo solo della condanna, ho dato per scontato che fosse stata inflitta in base ai capi d’accusa. Invece, poi, in una chiacchierata con l’avvocato dei somali, ho appreso che c’è stata condanna per un reato diverso non contestato, ossia il sequestro di persona. Credo che tornerò sulla vicenda dopo che avrò parlato direttamente con accusa e difesa. Grazie, intanto, per l’attenzione.

  2. Enrico ha detto:

    Grazie a lei per l’onestà e chiarezza della precisazione. Sarebbe interessante sapere se l’accusa di pirateria (su cui se ben ricordo si basavano anche la convalida di arresto e l’ordinanza di rinvio a giudizio degli imputati) sia stata mantenuta dal pm Scavo anche in requisitoria e rigettata dalla Corte o se se fosse già stata abbandonata dallo stesso. Continuerò a seguirla con attenzione. Intanto -ma sicuramente lo saprà- il 4 il gup di Roma dovrebbe decidere se confermare il patteggiamento relativi ai pirati che han tentato di assalire la Valdarno.

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