La danza dei granchi rossi

Quando sono venuto sul mare, per la prima volta in un oceano, aspettavo soprattutto le balene. There she blooooooows: attendevo che l’urlo disumano risuonasse dentro la mia testa, al primo avvistamento.
Il grido giocoso dei delfini invece è stata una sorpresa. Divertiamoci insieme, sembrano dirti. Oppure: gli Dei ti seguono.
Le balene, poi, una mezza delusione, sempre troppo da lontano, come in cartolina. Ma un giorno ne ho viste due che scivolavano restando vicine. L’attribuzione di sentimenti a questi cetacei ha illustri precedenti, e non solo Melville.  Toh, sono fidanzate, mi son detto, e quelle hanno spruzzato contemporaneamente, con pudore, senza esagerare.
I pesci volanti scappano a frotte da sotto lo scafo che avanza tagliando l’acqua. Quando il mare è calmo e la nave dondola impercettibilmente, e l’aria è tersa, tutto avviene in un silenzio irreale. Solo ogni tanto senti il PLOF di un pesce un po’ più grosso. Sbucano fuori dall’acqua, battono le alette febbrilmente ma tu non senti il minimo rumore. E la nave continua a dondolare pianissimo.
Vicino al bulbo, poco distante dalla chiglia, due metri sott’acqua, una volta ho visto un lungo pesce dal contorno blu fosforescente che si muoveva lento, in modo sinuoso. Uno squalo, ho pensato.
Forse un tonno, mi hanno detto poi.

Questa volta, al mio secondo viaggio, pare sia il tempo della migrazione delle tartarughe marine verso un’isola delle Seychelles. Attendo ancora di vederne una. Intanto, però, sono arrivate le balene: vicine, grandi, davvero degne di Moby dick, stavolta. Speriamo non rovescino uno dei nostri gommoni, ha detto con un sorriso storto l’ammiraglio.

There she bloooooooooooooooooooooooooooooooooows.

E poi, ieri mattina, all’improvviso, molto presto, prima delle 6, siamo finiti dentro la corrente dei granchi rossi.
Milioni di granchi, a fior d’acqua. Milioni, non c’e’ dubbio, perché abbiamo continuato a vederli per tutta la mattina, ininterrottamente, ovunque, scorrere via ai lati della nave, che pure fa 18 nodi l’ora.  Si agitavano, scendevano verso il basso o risalivano alla superficie, allungavano le chele qui e là per afferrare qualcosa. Sembravano presi tutti in una danza impazzita.
I marinai hanno detto di non aver mai visto nulla di simile.
Nel pomeriggio sono tornato a guardare. C’era ancora qualche granchio rimasto indietro, un po’ tonto. Non danzavano più.

A telefono l’ho raccontato a mio figlio. Papà, quelle sono le pelose – mi ha risposto con l’entusiasmo dei 4 anni.

Penso ancora alle tartarughe giganti che dovrei incrociare e, naturalmente, a quella poesia:

Figlia del mare e della pietra
Tu meravigli l’animo dei bambini
Testuggine marina

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , ,

2 thoughts on “La danza dei granchi rossi

  1. Marco Bariletti ha detto:

    scrivi poco ma quando scrivi…..bravo Fil, buona navigazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: