Sotto l’effetto della ketamina

Nel mondo di sotto si trovano tutte le cose che daranno frutti – dolci o avvelenati – in quello di sopra.  Dall’oro dei Nibelunghi, al semino in attesa di germogliare, ai brutti sogni di un ragazzo convinto di essere il cattivo di un film.

Così anche nelle nostre banalissime fogne c’è molto – e forse tutto – di noi. Uomini esperti, palombari dell’impossibile, vi si calano e dopo sanno dire cosa mangiamo, cosa beviamo, in che quantita’, e che droghe assumiamo.

Così mi arriva nella posta elettronica un comunicato stampa nientemeno che del “Ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione – dipartimento Politiche Antidroga”, per ragguagliarmi sui risultati degli esami condotti finora dai palombari.

Subito si precisa che le analisi mostrano, da alcuni anni, un calo nel consumo di droghe. Ecco, mi dico, anche qui l’effetto della crisi. Siamo spacciati: presto crollerà l’euro, saremo definitivamente travolti, scomparirà qualsiasi consumo. E tutti i coraggiosi palombari delle acque reflue verranno licenziati.

Ma il comunicato non fa nessun collegamento, come oggi chiunque, tra crollo dei consumi e crisi economica. Anzi, mostra una certa soddisfazione per il risultato, di cui pare prendersi il merito.
Poi, però, proprio come il bonzo del film “L’ultimo imperatore”, che sapeva tutto del bambino solo annusandone il vasino, tira fuori la ketamina.
Il consumo di ketamina sta aumentando.
Ma si tratta di un consumo di nicchia – precisa – senza spiegare quale nicchia: certi quartieri o una classe sociale o alcuni gruppi etnici.

Gli effetti della ketamina sugli esseri umani – dice il comunicato – comprendono modificazioni degli stati di coscienza, schizofrenia, disordini dissociativi, ansia, attacchi di panico, flashbacks e cambiamenti percettivi persistenti.

Mozzarelle di bufala e dolci siciliani, come spiega anche Saviano, sono spesso venduti dalla malavita organizzata per riciclare quanto guadagnato con i traffici illeciti. Molte imprese, in una società complessa e competitiva come la nostra, non sopravviverebbero senza i soldi della mafia. Alla gente, evidentemente, non importa abbastanza di mozzarelle e cannoli.
La gente vuole qualcosa che la faccia evadere proprio da una società tanto complessa: gioco d’azzardo, sesso a pagamento, pornografia, droghe. La ketamina. Per fortuna, poi, ci sono i coraggiosi palombari, che sanno ridire, con estrema precisione tutto questo, da laggiù. Finché non saremo travolti dalla crisi incombente.

Guardo fuori dalla finestra. Sulla Flaminia c’è traffico: gente che torna a casa per la cena. Qualcuno andrà al ristorante. Qualcuno si leggerà il giornale sulla poltrona. Il sole tramonta.

E le due visioni non si cancellano a vicenda ma procedono parallele come in un qualsiasi buon romanzo di Philip K. Dick. 
O come in una mente stravolta dalla ketamina.

Questo, naturalmente, voleva essere solo uno scherzo a proposito di un problema molto serio. Uno scherzo angosciante o divertente a seconda del tipo di droga assunto da chi legge.

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