L’Europa sognata da Beckett

L’ Europa di oggi sembra progettata dal grande scrittore irlandese. Togliendo qualche soggetto, i vertici che si svolgono a Bruxelles assomigliano molto a questo:

– Faremo di tutto per salvarla
–  Chi?
– La nazione che bisogna assolutamente salvare
– E se non si salva?
– Allora deve uscire
– Se esce, gli altri si salveranno?
– Non si sa
– Se invece resta, si salveranno?
– Neanche questo si sa
– Allora, perché salvarla?
– Chi?

Può venire il panico: di dover per forza restare insieme. O di doversi per forza separare. O che alcuni resteranno insieme e altri saranno buttati a mare.

Il panico di tutto.

Ma, per lo più, la platea resta indifferente. Tutti, in Europa, fanno finta che l’Europa unita riguardi gli altri.  Sia stata fatta male da altri. Andrà in pezzi per gli altri.
Nessuno che provi a spiegare come la vorrebbe, questa Europa. Come la farebbe lui.
Pochi hanno il coraggio di affermare che sarebbe meglio tornare alle singole nazioni e, forse, anche alle guerre tra l’una e l’altra. In generale l’Unione è un argomento da cui sembra prudente stare alla larga. Tanto, in fondo, riguarda sempre gli altri. 

In realtà mai una generazione è cresciuta dentro l’Europa come questa: scambiando esperienze di studio, di viaggio, di lavoro. Considerando ogni stato come una possibile casa.

Lo spettacolo più impressionante sono gli scrittori. Dovrebbero essere la coscienza critica di un processo unitario . Oggi, per uno scrittore francese è molto più comune occuparsi dei diritti negati in Cina, della difficile situazione russa o della primavera araba che dell’uscita della Grecia dall’Euro. Per uno Italiano va bene anche il tracciato di una ferrovia, lo sgombero di un centro sociale o l’eccessivo spazio dato dai media a un collega poco amato.
Vederli che si accalorano per gli espropri in Val di Susa mentre il castello di carte dell’Unione rischia di volare via e una sua prima tessera già scivola verso probabili dittature, fa la stessa impressione che trovarsi su una spiaggia minacciata da un’onda immensa e vedere i bagnanti discutere delle alghe rastrellate male.

Ci sono alcune generazioni a cui tocca di vedere i propri ideali sbriciolati e calpestati più che ad altre.  E’ la strada verso cui sembra incamminarsi la nostra. Ma, a differenza di altre, non è nemmeno capace di ammettere che erano stati i suoi ideali.

Del resto, è o non è l’Europa songata da Samuel Beckett?

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