Google school a Gibuti

Che poi la storia inizia a raccontarsi da sola.
Tu cercavi i pirati e invece trovi i pacifici pescatori del porto di Gibuti che, in un tramonto struggente, come lo saranno sempre da qui in poi, ti raccontano candidamente che si, per vivere, a volte trasportano clandestini provenienti dalla Somalia e diretti verso il Mar rosso.
Cercavi i mediatori nelle trattative con i pirati e ti ritrovi invitato (questa sera, fra pochi minuti) a una “grigliata di contractors”, cioe’ di guardie private per la sicurezza delle navi, che fa tanto African Cowboy.
Cercavi i banchetti di Khat e ti sei ritrovato in una scuola di inglese nel mezzo di una baraccopoli: naturalmente, la Google school.
Cercavi un funzionario dell’agenzia Onu contro la pirateria e trovi un funzionario dell’agenzia Onu contro la pirateria. Solo che a Londra, la sede, ti avevano assicurato non essercene neanche uno, qui a Gibuti.
Vi siete incontrati per strada perche’ lui e l’operatore hanno un amico in comune a Ostia.
Hanno ragione nella baraccopoli: il mondo e’ Google!
Pero’ funziona solo il tasto “mi sento fortunato”

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One thought on “Google school a Gibuti

  1. rubinella ha detto:

    Bello! Il solito “fortunato” per non scrivere altro. Bacio

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