In un mare di pirati

Che poi, quando stai per realizzare, in un colpo solo, tre dei più selvaggi sogni di un bambino: imbarcarti; come inviato di un giornale; per navigare ai tropici in acque infestate dai pirati…
Allora, invece che lasciarti prendere dall’entusiasmo, ti viene il dubbio che i sogni dei bambini sia meglio lasciarli stare, perché c’è il rischio che siano solo un grande vuoto da attraversare.
E a dargli quel luccichio speciale era il fatto, appunto, di essere bambini. Nient’altro.
Mentre ora, invece, ci devi fare i conti. Lo devi raccontare quel vuoto.
E han voglia, tutti, a dire mettici questo e mettici quello.

Ma visto che mi ci trovo, e mi imbarco su una nave che parte da Gibuti e va verso l’India, proverò a farlo. A riempire quel vuoto. Fin quando posso. Cioè, fin quando c’è campo (c’è speranza, no?).

Qui e su twitter
Quindi, se vi va, nei prossimi giorni, seguite anche @Fil_Go.

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One thought on “In un mare di pirati

  1. Zuk ha detto:

    Mah, forse più che dei pirati avrei paura dei tuoi compagni di viaggio… Ciao Pippo, enjoy!

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