Il guscio vuoto della stazione Tiburtina

Nei paesi dove tutto funziona, al comando deve esserci qualcuno capace. Nei paesi dove nulla funziona – no, mi dispiace, continuerebbe a non funzionare anche se al comando ci fossi tu – deve esserci qualcuno che non abbia senso del pudore. Uno spudorato.

Pensavo questo mentre mi aggiravo per l’immensa e deserta stazione Tiburtina, inaugurata pochi mesi fa dal sindaco di Roma.
Non un negozio aperto, non una sala accessibile. Un grande involucro vuoto. Io mi sarei vergognato a inaugurare un posto così.
Non vuol dire che sono buono. Potrei anche essere un omicida seriale. Ma me ne vergognerei.
E’ per questo che, qui, non vado bene per amministrare neanche un condominio.

Si può dire: cosa c’è di male? In fondo la stazione è lì. Negozi e servizi apriranno.
Ecco, mentre passeggiavo mi ha chiesto aiuto una signora anziana, evidentemente senza cellulare, dall’accento straniero. Aveva un appuntamento con un amico arrivato da lontano ma non si trovavano. Vicino all’uscita. Quale? Una.
Non c’era un solo punto di riferimento. Se ne è andata via come portata dal vento.

A seguirla ci si poteva trovare in un romanzo a metà strada tra Buzzati, Calvino e il Sud America.
Un momento, sto dicendo che dove la spudoratezza regna attecchisce l’arte del romanzo?
Bèh… Ma questa è un’altra storia.

Prima di andarmene ho concesso la prova del nove. O la Cassazione, che adesso va tanto di moda: neanche i bagni funzionano.
Io mi sarei vergognato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: